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ARGOMENTO DEL MESE

Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Progetto “Nuovo Sportello virtuale per il cittadino e le imprese su visite mediche di controllo”. Rilascio della nuova funzionalita` per consentire al lavoratore la visualizzazione delle visite mediche a lui riferite e dei relativi esiti

 

Nell’ambito dei progetti finalizzati all’attuazione dei programmi del PNNR affidati all’Istituto, con riferimento a quelli relativi all’ottimizzazione del flusso delle visite mediche di controllo, all’interno del nuovo servizio “Sportello per il cittadino per le visite mediche di controllo”, e` stata sviluppata una nuova funzionalita`, denominata “Visualizza visite”, a uso dei lavoratori. Tale nuova funzionalita` consente al lavoratore la visualizzazione dell’elenco degli accertamenti domiciliari e ambulatoriali a lui riferiti con i relativi esiti.

All’interno del citato servizio e` altresi` presente la funzione denominata “Indirizzo reperibilita` ai fini delle visite mediche di controllo”, attraverso la quale i lavoratori possono comunicare l’eventuale variazione dell’indirizzo di reperibilita` per eventi di malattia in corso di prognosi.

Funzionalita` “Visualizza visite”

La nuova funzionalita` “Visualizza visite” e` accessibile, per i cittadini, direttamente dal sito internet www.inps.it attraverso il seguente percorso: “Lavoro” > “Malattia” > “Sportello per il cittadino per le visite mediche di controllo” > “Utilizza il servizio”, autenticandosi con la propria identita` digitale di tipo SPID (Sistema Pubblico di Identita` Digitale) almeno di Livello 2, CNS

(Carta Nazionale dei Servizi) o CIE (Carta di Identita` Elettronica).

La funzionalita` “Visualizza visite” permette al lavoratore di visualizzare la griglia contenente l’elenco delle visite e degli accessi, ordinati per data decrescente, e di consultare i relativi esiti.

Per ciascuna visita e accesso e` riportato il numero identificativo, la data, l’ora di effettuazione e il tipo di accertamento effettuato (domiciliare/ambulatoriale).

Selezionando l’icona di visualizzazione di ogni singola visita, viene mostrata la finestra con le informazioni di dettaglio relative all’accertamento medico, tra le quali l’indirizzo comunicato per la reperibilita`, elementi o informazioni aggiuntive, se presenti, utili per reperire il lavoratore, nonche´ l’esito della visita con le eventuali motivazioni.

Nella consultazione di dettaglio, in funzione del tipo di visita effettuata e del corrispondente esito, vengono proposti tre pulsanti che, una volta selezionati, permettono di visualizzare, scaricare e stampare il verbale di visita, di accesso o di giustificabilita`.

Funzionalita` “Indirizzo di reperibilita`”

Come chiarito nella circolare n. 106 del 23 settembre 2020, e` onere del lavoratore verificare che l’indirizzo di reperibilita` comunicato all’Istituto, mediante il certificato di malattia, sia corretto e completo in tutte le sue parti.

Il lavoratore deve, inoltre, comunicare con la massima tempestivita` l’eventuale variazione mediante la citata funzionalita` “Indirizzo di reperibilita` ai fini delle visite mediche di controllo” presente nel servizio “Sportello al cittadino per le visite mediche di controllo”, raggiungibile seguendo il percorso indicato nel precedente paragrafo 2, in modo tale da consentire il regolare svolgimento della visita medica di controllo (VMC).

In merito a tale funzionalita`, si comunica che sono state apportate implementazioni procedurali, laddove, per indisponibilita` del servizio telematico, l’utente ricorra alla comunicazione del nuovo indirizzo tramite Contact center.

Tale modalita` e` consentita a condizione che il recapito del telefono mobile e/o l’indirizzo di posta elettronica del lavoratore, precedentemente registrati nell’Archivio Unico dei Contatti Telematici, risultino aggiornati, non essendo possibile per l’operatore del Contact center inserire nuovi contatti per conto del cittadino.

Nell’eventualita` in cui non fosse presente alcun contatto nel citato Archivio, e` prevista la possibilita` di comunicare un “contatto di scopo”, valido solo per la specifica comunicazione.

Con l’occasione si ribadisce che, solo in caso di indisponibilita` all’uso del servizio, e` consentita la comunicazione mediante la casella istituzionale dell’Ufficio Medico Legale della Struttura territorialmente competente.

 

 

 

 

Tregua fiscale, piu` tempo per i pagamenti

Il nuovo quadro dopo la conversione in legge del decreto Bollette Rottamazione quater estesa alle cartelle di Regioni, Province e Comuni

Nuovi soggetti coinvolti per la rottamazione quater e liberta` di scelta su come versare le rate per la definizione delle liti. Queste sono le maggiori novita` introdotte dalla legge di conversione 56/2023 del decreto Bollette (Dl 34/2023). Vi sono quindi alcuni interventi che vanno ad impattare sulle misure di tregua fiscale previste dalla legge di Bilancio 2023 e vi sono poi una serie di conferme importanti.

https://ntplusfisco.ilsole24ore.com/art/tregua-fiscale-piu-tempo-i-pagamenti-AEx1MdaD?refresh_ce=1

 

 

 

Formazione 4.0, ultimi check in vista della dichiarazione

Anche in vista della redazione della dichiarazione dei redditi, e` opportuno fare un check sulla spettanza dei crediti di imposta per la formazione 4.0 al fine di riscontrare eventuali criticita` e, se del caso, aderire in tutto o in parte alle varie ipotesi di tregua fiscale (legge 197/2022).

L’incentivo in questione e` molto appetibile, considerato che: e` trasversale, cioe` fruibile da tutte le imprese a prescindere dall’attivita` economica esercitata, dalla natura giuridica e dalle dimensioni;

sono ammessi tutti i costi aziendali sostenuti fino al 2022 per il personale dipendente impiegato in qualita` di discenti, docenti o tutor, per acquisire o anche soltanto consolidare le conoscenze nelle «tecnologie 4.0»;

il bonus spetta per ogni tipo di formazione, in presenza, a distanza, cioe` on line, quella organizzata con il training on the job, inclusa quella esterna, purche´ erogata dai soggetti “accreditati”;

il beneficio negli anni recenti (2020-2022) non e` piu` condizionato alla stipula dei contratti collettivi aziendali o territoriali, e` automatico ed utilizzabile per intero direttamente in compensazione;

senza che operino i limiti di applicazione annuale, cumulabile con altri aiuti di Stato, con incremento del valore della produzione, ma con detassazione ai fini Irpef, Ires e Irap (articolo 1, commi 46-56, della legge 205/2017, articolo 1, commi 210-217 della legge 160/2019).

Almeno in teoria, l’agevolazione, nonostante l’ampio perimetro, non dovrebbe presentare le criticita` tipiche dei crediti R&S (si pensi al Manuale Ocse di Frascati), a condizione che l’upgrade del personale riguardi gli ambiti 4.0. previsti tassativamente (articolo 3 del Dm Mise 4 maggio 2018, big data, cloud e fog computing, cyber security, robotica avanzata, IT delle cose e delle macchine, sistemi di RV e RA, ecc.).

Tuttavia, l’Agenzia, in caso di controllo, puo` rivolgersi al ministero per acquisire pareri su questioni tecniche; inoltre, l’utilizzo in compensazione e` subordinato alla effettivita`, congruita` e competenza delle «spese ammissibili», alla regolarita` contributiva e in materia di sicurezza sul lavoro, nonche´ all’adempimento di stringenti oneri documentali. In particolare, sono prescritti: la preventiva 

certificazione del revisore contabile, la relazione tecnica illustrativa, l’indicazione in dichiarazione del numero delle ore e dei dipendenti impiegati nelle attivita` formative (quadro RU), le dichiarazioni sostitutive di atto notorio da rilasciare a ciascun dipendente, che attestino l’effettiva frequentazione dei corsi (articoli 3, 5 e 6 del Dm).

Inoltre, con finalita` antielusive, devono risultare assolti anche i vincoli di rendicontazione periodica; l’impresa, “day by day”, deve redigere i registri nominativi cosiddetti “didattici”, sottoscritti congiuntamente sia dai discenti, sia dal docente, interno e/o esterno. Invero, nella relazione illustrativa al decreto si precisa che, per dimostrare lo svolgimento della didattica, i time sheet, oltre alla congiunta sottoscrizione dei soggetti coinvolti, «devono riportare per ciascun giorno le ore impiegate nelle attivita` di formazioni ammissibili» (come per il credito R&S).

Dunque, e` opportuno prestare attenzione a questi aspetti, considerato che, in assenza di un regime speciale di penalty protection, le modalita`, i tempi e le sanzioni contemplati per il recupero erariale sono perfettamente identici – e perniciosi – a quelli gia` sperimentati in materia di credito R&S, compresa la responsabilita` penale (articolo 10-quater del Dlgs 74/2000).

Effettuato l’assessment a ritroso per gli anni aperti, in presenza di criticita` di alcuni progetti formativi svolti fino al 2022, vanno valutati i possibili rimedi per mettere in sicurezza la spettanza dei crediti. In caso di irregolarita` piu` gravi, il contribuente non puo` avvalersi del «riversamento spontaneo» (articolo 5 del Dl 146/2021), ma opzionare – in tutto o in parte – soltanto il «ravvedimento operoso speciale», pero` fino al periodo di imposta 2021. Qualora poi risulti notificato un Pvc, si puo` tentare l’adesione in base alle regole ordinarie (Dlgs 218/1997), a meno che il verbale non sia stato gia` consegnato entro il 31 marzo, nel qual caso si puo` accedere all’adesione rafforzata ai sensi della legge 197/2022.

 

 

 

Alluvione in Emilia Romagna, le istruzioni per Cigo, Fis e Cisoa

Con il messaggio 1699 del 10 maggio 2023 l'Inps fornisce chiarimenti in merito alle modalita` di presentazione delle domande di Cigo, di assegno di integrazione salariale e Cisoa per i datori di lavoro colpiti dall'alluvione nella Regione Emilia-Romagna del 1° maggio 2023.

Le aziende che hanno dovuto sospendere l'attivita` lavorativa in occasione delle giornate in cui si sono verificati gli eventi meteorologici avversi possono presentare la domanda di accesso alle prestazioni utilizzando la causale "incendi - crolli – alluvioni". Tale causale rientra tra quelle riferibili al verificarsi di eventi oggettivamente non evitabili (cosiddetti Eone).

Nel caso in cui le aziende colpite dall'evento meteorologico non abbiano potuto riprendere l'attivita` lavorativa neanche al cessare dell'evento stesso, la domanda di intervento puo` essere presentata con la causale "impraticabilita` dei locali anche per ordine di pubblica autorita`" (anche questa rientrante negli Eone).

L'istituto ricorda che per le causali Eone sono previsti i seguenti criteri:- non e` richiesto in capo ai lavoratori il requisito dei 30 giorni di lavoro effettivo nell'unita` produttiva per la quale viene richiesto il trattamento; - i datori di lavoro non sono tenuti al pagamento del contributo addizionale Inps;- le domande devono essere presentate entro la fine del mese successivo a quello in cui l'evento si e` verificato;- l'obbligo dell'informativa sindacale non e` preventivo ed e` sufficiente indicare ai sindacati la durata del periodo di sospensione o riduzione dell'attivita` lavorativa e il numero dei lavoratori interessati.

Il messaggio precisa infine che, in considerazione della gravita` dell'evento, non e` richiesto ai datori di lavoro che presentano la domanda di intervento dimostrare gli effetti dello stesso sull'attivita` produttiva dell'azienda. Per quanto attiene il settore agricolo il messaggio 1699/2023 chiarisce che per il trattamento di Cisoa i datori di lavoro sono tenuti a presentare apposita domanda con causale "calamita` naturali o avversita` atmosferiche – cod. evento 08 (articolo 21, comma 4, legge 223/1991)".

 

Il Gruppo Ascom nei territori: incontro tecnico a Fidenza con gli imprenditori della Bassa Parmense

Si è tenuto al Ridotto del Teatro Magnani di Piazza Verdi a Fidenza il secondo incontro tecnico di Seacom, società di servizi di Ascom Parma, pensato per approfondire, in un confronto concreto e dinamico, i temi delle politiche fiscali e del lavoro a supporto delle imprese. L’evento è stato apprezzato e partecipato. 

"In questo secondo appuntamento la nostra società di servizi ha incontrato, insieme alle Istituzioni, gli imprenditori di Fidenza e della Bassa Parmense– ha sottolineato il Direttore Seacom e moderatore dell'evento Luca Zuccotti – con l’obiettivo di trasmettere e diffondere strumenti per utilizzare le politiche fiscali e del lavoro a vantaggio delle imprese, ma soprattutto per fornire agli imprenditori le conoscenze di base per risolvere le sfide quotidiane e orientare la scelte". 

Ringrazio il Gruppo Ascom con il quale continuiamo a collaborare. A partire dalla pandemia, le nostre imprese vivono una tempesta economica continua che ha messo in crisi la grande maggioranza dei nostri operatori. E’ fondamentale che ci siano istituzioni e corpi intermedi solidi come Ascom e Seacom che mettono a disposizione strumenti utili per cogliere tutte le opportunità di interesse per gli imprenditori e tutte le categorie produttive, sociali e di servizio. Questi momenti di formazione, inoltre, contribuiscono alla risoluzione più maturata e calibrata dei problemi che ogni Amministrazione pubblica affronta nella propria comunità” – ha concluso il Sindaco di Fidenza Andrea Massari.

 

 

L’Inps adegua i tassi di rateazione e le sanzioni civili

 

La Bce ha nuovamente innalzato il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali dell'Eurosistema. Il nuovo aumento di 25 punti base, che ha decorrenza dal 10 maggio 2023, ha portato il tasso al 3,75 per cento. L'Inps ha recepito la modifica con la circolare 44/2023, con cui ha fornito le opportune indicazioni sulla nuova misura degli interessi di rateazione e differimento, nonche´ delle sanzioni civili.

In particolare:
– l'interesse di dilazione dovuto in caso di versamento rateale dei debiti contributivi e delle sanzioni civili passa al 9,75% annuo e trova applicazione con riferimento alle rateazioni presentate a decorrere dal 10 maggio 2023. Diversamente, per i piani di ammortamento gia` emessi e notificati in base al tasso di interesse precedentemente in vigore, non sono previste modificazioni;
– anche l'interesse dovuto in caso di autorizzazione al differimento del termine di versamento dei contributi, dal 10 maggio 2023, deve essere calcolato al tasso del 9,75% annuo. In tal caso, il nuovo 
tasso sara` applicato a partire dalla contribuzione relativa al mese di aprile 2023.

Quanto alle sanzioni civili:
– in caso di omissione contributiva, la misura passa al 9,25% in ragione d'anno (tasso del 3,75% maggiorato di 5,5 punti). Si tratta della fattispecie di cui alle lettere a) dell'articolo 116, comma 8, della legge 388/2000, ovvero quella del mancato o ritardato pagamento di contributi o premi, il cui ammontare e` rilevabile dalle denunce e/o registrazioni obbligatorie;
– si applica la sanzione al 9,25% annuo anche nell'ipotesi di evasione contributiva di cui alla lettera b) della richiamata disposizione, ovvero quella connessa a registrazioni o denunce obbligatorie omesse o non conformi al vero, qualora la denuncia della situazione debitoria sia effettuata spontaneamente prima di contestazioni o richieste da parte degli enti impositori e comunque entro 12 mesi dal termine stabilito per il pagamento dei contributi o premi e sempreche´ il versamento dei contributi o premi sia effettuato entro 30 giorni dalla denuncia stessa. Si deve ricorda che resta ferma, in caso di evasione, la misura della sanzione civile, in ragione d'anno, pari al 30%o nel limite del 60% dell'importo dei contributi non corrisposti entro la scadenza di legge;
– pari misura (9,25%) trova applicazione anche nella fattispecie prevista dal comma 10, ovvero 
quando il mancato o ritardato pagamento derivi da oggettive incertezze connesse a contrastanti orientamenti giurisprudenziali o amministrativi sulla ricorrenza dell'obbligo contributivo, successivamente riconosciuto in sede giudiziale o amministrativa;

– le sanzioni civili possono essere ridotte nei confronti delle aziende sottoposte a procedure concorsuali, sempreche´ siano integralmente pagati i contributi e le spese. Tuttavia, considerato che l'ex Tur e` inferiore all'interesse legale in vigore dal 1° gennaio 2023 (5% in ragione d'anno), a decorrere dal 10 maggio 2023 resta invariata l'applicazione della riduzione massima pari al tasso legale (5%), mentre la riduzione minima sara` pari all'interesse legale maggiorato di due punti (7%).

 

Sanzioni ridotte in caso di ritardi e omissioni contributive

Il decreto Lavoro cancella le elevatissime sanzioni da 10mila a 50mila euro applicate per le omissioni o ritardi nei versamenti delle ritenute previdenziali operate ai dipendenti. Finora, infatti, anche a fronte di poche decine di euro di versamento omesso o eseguito in ritardo, l’Inps ha chiesto il pagamento di una sanzione di 17mila euro (50mila euro, riducibile a 17mila euro). Ed e` quanto capitato a molti contribuenti, i quali, avendo omesso o pagato in ritardo le ritenute previdenziali e assistenziali, anche se di pochi euro, si sono visti recapitare ordinanze ingiunzioni, con richiesta di sanzioni da 17mila euro per ogni anno, situazioni denunciate da «Il Sole 24 Ore».

A seguito delle contestazioni dei contribuenti per le penalita` applicate, con il messaggio 3516 del 27 settembre 2022, l’Inps le ha in parte ridotte, rimodulando l’importo da applicare e consentendo l’applicazione del minimo di 10mila euro (invece di 17mila euro), con possibilita` di ulteriore riduzione alla meta`, cioe` a 5mila euro. La conseguenza e` che, ad esempio, nel caso di un contribuente che per sei anni ha omesso o pagato dopo i termini versamenti di 50 euro per ogni anno, l’Istituto ha applicato la sanzione 10mila euro per ogni anno, in totale 60mila euro, con possibilita` di ulteriore riduzione alla meta`, cioe` a 30mila euro (5mila euro moltiplicati per sei). Il mini-ravvedimento dell’Inps, tuttavia, non era certo soddisfacente ed era comunque indispensabile l’intervento del legislatore per porre rimedio ad una simile sproporzione.

L’intervento legislativo

Il legislatore e` intervenuto modificando la norma e stabilendo che l’omesso pagamento delle ritenute sara` punito con una sanzione da una volta e mezza a quattro volte l’importo omesso. Il rimedio alle sanzioni da 10mila a 50mila euro e` previsto dal comma 1 dell’articolo 23 del decreto Lavoro (Dl48/2023), che ha apportato una correzione all’articolo 2, comma 1-bis, del Dl 463/1983, disponendo la sostituzione delle parole «da euro 10.000 a euro 50.000» con le parole «da una volta e mezza a quattro volte l’importo omesso». A seguito della modifica, il nuovo comma 1–bis del Dl 463/1983 stabilisce che nei casi di omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali operate dal datore di lavoro sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, per un importo omesso non superiore a 10mila euro annui, e` applicabile la sanzione da una volta e mezza a quattro volte l’importo omesso. Il datore di lavoro non e` punibile, ne´ assoggettabile alla sanzione, quando provvede al versamento delle ritenute entro tre mesi dalla contestazione o dalla notifica dell’avvenuto accertamento della violazione. In questo modo, nel caso sopra esemplificato del contribuente che, per sei anni, ha omesso o pagato dopo i termini versamenti di 50 euro per ogni anno, l’Inps, invece di applicare la sanzione di 10mila euro per ogni anno, in totale 60mila euro, con possibilita` di ulteriore riduzione alla meta`, cioe` a 30mila euro, applichera` la sanzione da una volta e mezza a quattro volte l’importo omesso. Con la sanzione minima di una volta e mezza, sull’importo totale di 300 euro (50 euro per sei anni), la sanzione sara` di 450 euro e non 30mila euro.

Effetto retroattivo

Nel rispetto del principio della legge piu` mite, sancito dalla Corte costituzionale (sentenza 63 del 2019) la nuova legge si applica anche per il passato. Se la sanzione e` gia` stata irrogata con provvedimento definitivo il debito residuo si estingue, ma non e` ammessa ripetizione di quanto pagato» (articolo 3, comma 2, del Dlgs 472/1997, titolato “principio di legalita`”). Al riguardo, e` importante quanto affermato nella relazione governativa al Dlgs 472/19897, nella parte in cui, illustrando il principio del favor rei, si legge che «nel caso di violazione non piu` sanzionata, il provvedimento, ancorche´ definitivo, non costituisce titolo per la riscossione delle somme non ancora pagate».

 

 

Pubblicato nella G.U. il cd. Decreto Lavoro

Nella Gazzetta Ufficiale n. 103 del 4 maggio 2023 e` stato pubblicato il DL n. 48 del 4 maggio 2023, cd. Decreto Lavoro, recante misure urgenti per l'inclusione sociale e l'accesso al mondo del lavoro. Il decreto, in vigore da oggi, prevede:

  •  l'introduzione, dal 1° gennaio 2024, dell'Assegno per l'inclusione, quale misura nazionale di contrasto alla poverta`, alla fragilita` e all'esclusione sociale delle fasce deboli attraverso percorsi di inserimento sociale, formazione, lavoro e politica attiva del lavoro, e di incentivi per i datori di lavoro privati che assumono i beneficiari dell'Assegno di inclusione;

  •  l'introduzione, dal 1° settembre 2023, del Supporto per la formazione e il lavoro, quale misura di attivazione al lavoro;

  •  modifiche alla disciplina del Reddito di cittadinanza, in scadenza il 31 dicembre 2023;

  •  il rafforzamento delle regole in materia di sicurezza sul lavoro tutela contro gli infortuni;

  •   l'estensione, dal 1° giugno 2023, della maggiorazione dell'AUU per genitori lavoratori anche al caso di unico

    genitore lavoratore, ove l'altro risulti deceduto;

  •  modifiche alla disciplina delle sanzioni amministrative in caso di omesso versamento delle ritenute

    previdenziali;

  •  modifiche alla disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato: le causali che legittimano l'utilizzo di

    tale tipologia contrattuale sono le specifiche esigenze previste dai contratti collettivi, le esigenze sostitutive di altri lavoratori e, fino al 30 aprile 2024, le esigenze di natura tecnica, organizzativa o produttiva individuate dalle parti;

  •  semplificazioni in materia di obblighi informativi sul rapporto di lavoro, come previsti dal cd. Decreto Trasparenza;

  •  incentivi all'occupazione giovanile incentivi per il lavoro delle persone con disabilita`;

  •   CIG in deroga per eccezionali cause di crisi aziendale e riorganizzazione;

  •  modifiche alla disciplina delle prestazioni occasionali nel settore turistico termale;

  •   l'incremento di 4 punti percentuali dell'esonero sulla quota dei contributi previdenziali per l'invalidita`, la

    vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore, per i periodi di paga dal 1° luglio 2023 al 31 dicembre 2023;

  •   l'aumento, per il periodo d'imposta 2023, a 3.000 euro della soglia dei fringe benefit per i lavoratori dipendenti con figli a carico, incluse le somme erogate/rimborsate per il pagamento delle utenze domestiche

    del servizio idrico integrato, dell'energia elettrica e del gas naturale.

 

 

Nuova procedura di richiesta NASpI 

L’INPS ha comunicato il rilascio, in via sperimentale, del nuovo servizio di domanda per l’accesso alla nuova assicurazione sociale per l’impiego (NASpI).

Il nuovo servizio di presentazione della domanda è accessibile, per i cittadini, direttamente dal sito internet www.inps.it attraverso il seguente percorso: “Sostegni, Sussidi e Indennità” > “Per disoccupati” > “NASpI: indennità mensile di disoccupazione” > “Utilizza il servizio” > “Naspi” > “Nuova Procedura di invio domanda NASpI”, autenticandosi con la propria identità digitale di tipo SPID almeno di Livello 2, carta nazionale dei servizi o carta di identità elettronica.

Il servizio consentirà all’utente di:

 

  • compilare agevolmente il modulo di domanda della prestazione NASpI, tramite l’esemplificazione dei dati da inserire e la precompilazione delle informazioni relative alla propria posizione già in possesso dell’istituto;
  • avere una visione aggregata dei dati concernenti uno specifico ambito, grazie a una riorganizzazione modulare dei “Quadri” componenti la procedura;
  • visualizzare i potenziali punti di attenzione emersi nel corso della compilazione della domanda rilevanti ai fini della misura, della durata e del diritto alla prestazione.

 In particolare, il nuovo servizio di presentazione della domanda presenta le seguenti evoluzioni rispetto alla versione precedente rilasciata nel mese di agosto 2022:

 

  1. i dati dell’ultimo rapporto di lavoro sono stati separati dai dati anagrafici e inseriti in una nuova schermata;
  2. sono stati aggiunti i seguenti controlli automatici svolti in modalità sincrona sulla base dei dati disponibili all’istituto:
        1. iscrizione ad albi professionali e/o ordini e casse professionali;
        2. iscrizione alla gestione artigiani e commercianti;
        3. titolarità di partita iva;
        4. iscrizione alla gestione separata;
  3. è stata aggiunta una nuova schermata di “Avvisi” all’utente che, in base all’esito dei controlli automatici e alle dichiarazioni rese dall’assicurato all’interno della domanda, evidenzia eventuali criticità che possono incidere sul riconoscimento dell’indennità (es. la rilevazione di causali di cessazione non ammesse, l’iscrizione ad altre gestioni con annessa indicazione dei redditi presunti, etc.).

Oltre al nuovo servizio di presentazione della domanda di NASpI rilasciato in via sperimentale – già pienamente integrato con il sistema di istruttoria – verrà temporaneamente mantenuto anche il servizio attualmente in essere, che sarà attivo e accessibile per tutta la durata del periodo di sperimentazione. Al termine del periodo di sperimentazione, il nuovo servizio sarà la modalità esclusiva di presentazione della domanda per il cittadino e il contact center.

 

 

 

La Giunta del Comune di Parma taglia la TARI: scendono le bollette 

L’Amministrazione comunale di Parma torna a varare misure a favore della cittadinanza, delle imprese e delle realtà del terzo settore a fronte della ripresa post-pandemica e della crisi del caro-bollette.  Dopo l’approvazione del nuovo Regolamento TARI da parte del Consiglio Comunale, la giunta comunale, in seduta straordinaria, approverà minori tariffe TARI in conformità al piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti urbani. 

Per le tariffe per utenze non domestiche si avrà una riduzione dello 0,3%, mentre le utenze di privati si abbasseranno dello 0,1% fino all’1,3% a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare.  

Un’altra significativa novità è rappresentata dal passaggio da tariffa a corrispettivo (Tariffa Corrispettiva Puntuale TCP) che permetterà, a tutte le utenze NON domestiche, di recuperare l’IVA relativa.   

La tariffa, pur nella nuova veste di corrispettivo, manterrà l’articolazione in due rate semestrali, che per il 2023 avranno le seguenti scadenze:

prima rata (relativa al semestre gennaio-giugno): 31 maggio 2023

seconda rata (relativa al semestre luglio-dicembre): 30 novembre 2023

Gli eventuali conguagli 2023, che terranno conto anche della misurazione puntuale dei conferimenti della frazione indifferenziata, saranno bollettati nel 2024 insieme alla prima rata della tariffa.

Novità anche nelle modalità di pagamento, con la possibilità di domiciliare le bollette presso il proprio istituto di credito od ufficio postale, al fine di evitare qualsiasi rischio di addebito ulteriore per una semplice dimenticanza dell’utente. Chi non volesse usufruire della domiciliazione, potrà in ogni caso effettuare il versamento con bollettino postale o con il sistema PagoPA.

 

 

Slitta il termine per richiedere lo sgravio per la parità di genere per l’anno 2022

L'invio all'Inps della richiesta per fruire dell'esonero contributivo dell'1%, introdotto dalla legge

162/2021, a fronte della certificazione della parità di genere potrà essere effettuato entro il 30 aprile (mentre il termine era stato inizialmente fissato al 15 febbraio 2023).

Con il messaggio 1269/2023 dell’istituto è stato riaperto il termine scaduto il 15 febbraio.

L’Inps ricorda dapprima che è previsto un esonero dal versamento dell’1% dei contributi previdenziali a favore dei datori di lavoro privati che siano in possesso della certificazione di parità di genere di cui all’articolo 46-bis del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198.

Per accedere al beneficio i datori di lavoro del settore privato che abbiano conseguito la certificazione di parità di genere entro il 31 dicembre 2022 devono utilizzare lo specifico modulo telematico “PAR_GEN”.

Inoltre, con specifico riferimento alle modalità di compilazione delle richieste, l’Inps evidenzia che, in sede di compilazione della domanda di esonero, i soggetti interessati devono indicare la retribuzione media mensile globale e non quella del singolo lavoratore. Pertanto, qualora fossero già state inviate richieste di riconoscimento dell’esonero nelle quali sia stata indicata una retribuzione media non coerente, i soggetti interessati, entro il termine indicato del 30 aprile 2023, potranno procedere con la correzione delle istanze, previa rinuncia a quelle erronee, e al successivo invio di una nuova richiesta contenente l’esatta stima della retribuzione mensile.

All’esito della elaborazione delle istanze, a ciascun contribuente sarà data comunicazione dell’importo autorizzato tramite il “Portale delle Agevolazioni” (ex “DiResCo”). L’esonero autorizzato potrà essere fruito dal primo mese di validità della certificazione e per l’intero periodo di durata della stessa.

Per i datori di lavoro del settore privato che abbiano conseguito la certificazione della parità di genere dopo il 31 dicembre 2022, verranno fornite, d’intesa con il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, successive apposite indicazioni, anche alla luce degli esiti della prima fase applicativa dell’esonero.

 

Il rapporto di lavoro domestico si gestisce da smartphone con l’app “INPS Mobile”

 

L’Inps ha implementato l’App “INPS Mobile” con la gestione dei rapporti di lavoro domestico. A decorrere dal mese di aprile 2023 è possibile gestire alcuni adempimenti direttamente dallo smartphone. L’istituto previdenziale con il messaggio n. 1253 del 31 marzo 2023 comunica che, nell'ambito delle attività di innovazione previste con i progetti dell'Istituto indicati in oggetto per l'attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), è stato effettuato il rilascio delle prime funzioni

 

In tale contesto, già a partire dal prossimo mese di aprile 2023, sarà possibile per il datore di lavoro domestico eseguire l'accesso alle seguenti funzionalità:

 

• presentazione della Comunicazione Obbligatoria di assunzione di un lavoratore domestico;

 

• consultazione delle Comunicazioni Obbligatorie di assunzione presentate e ristampa delle ricevute;

 

• consultazione dei dati anagrafici.

 

Il rilascio di ulteriori funzionalità sarà comunicato con successivi messaggi.

 

Per utilizzare il servizio occorre installare l'App “INPS Mobile” sul proprio smartphone o tablet e dalla Home Page selezionare il tab “Servizi” e successivamente “Lavoro domestico”. Si ricorda che l'App “INPS Mobile” è disponibile sia per piattaforma Android che per il sistema operativo iOS ed è utilizzabile da parte degli utenti muniti di SPID almeno di livello 2 o di Carta d'Identità Elettronica (CIE). Il servizio è realizzato in aderenza alle linee guida del nuovo Design System dell'Istituto. Si precisa inoltre che, per guidare l'utente durante il percorso, saranno resi disponibili dei video-tutorial.

 

 

 

 

Il Fondo For.te stanzia il finanziamento per gli interventi formativi rivolti a soggetti disoccupati e inoccupati

Il Consiglio di amministrazione del fondo For.Te. ha approvato l’ avviso n. 1/2023 che stanzia dieci milioni di euro per finanziare i piani formativi aziendali volti a sostenere politiche attive del lavoro.

Si ricorda che For.Te. è il Fondo paritetico per la formazione continua dei dipendenti delle aziende che operano prevalentamente nel settore terziario: ovvero commercio, turismo, servizi, logistica, spedizioni e trasporto.

I destinatari degli interventi sono i soggetti disoccupati e inoccupati, con l’obiettivo del loro inserimento in azienda al termine del percorso formativo, nonché i lavoratori assunti nei sei mesi antecedenti la formazione, che al momento della loro assunzione risultavano disoccupati o inoccupati. Il finanziamento dei piani formativi è subordinato all’assunzione di almeno l’80% dei partecipanti effettivi e formati, di cui almeno il 40% con contratto a tempo indeterminato.

Ai fini di cui sopra, rientrano nella percentuale del 40% anche i lavoratori stagionali previsti dalla legge e dalla contrattazione collettiva, con contratti della durata di almeno tre mesi per i quali è conferita al lavoratore la facoltà di richiedere la precedenza nella riassunzione.

I piani saranno valutati sulla base dei seguenti parametri:

  • descrizione della figura professionale ricercata;

  • coinvolgimento degli enti bilaterali o delle parti sociali;

  • descrizione delle competenze in uscita dai percorsi formativi;

  • metodologia e strumenti adottati nella definizione, in ingresso, delle skills dei partecipanti alla formazione e dei gap rispetto agli obiettivi;

  • progetto esecutivo.

I piani potranno essere presentati esclusivamente attraverso la piattaforma del fondo, a decorrere dal 2 maggio 2023 fino ad esaurimento delle risorse e comunque non oltre le ore 18:00 del 30 novembre 2023. Per ulteriori dettagli è possibile consulatere direttamente il sito web istituzionale del fondo: https://www.fondoforte.it/avviso-1-23-2/

 

 

Il Gruppo Ascom sui territori: incontro tecnico di Seacom a Borgotaro con gli imprenditori della Valtaro e Valceno  

Grande partecipazione degli imprenditori della Valtaro e della Valceno per il primo di una serie di incontri tecnici, gratuiti, pensati da Seacom, società di servizi di Ascom Parma, per i territori di Parma e provincia. 

Tenutosi nella Sala Imbriani del Comune di Borgo Val di Taro, “il convegno si è incentrato sui servizi che il gruppo Seacom sviluppa per imprenditori illustrando, anche attraverso esempi pratici, quali sono le politiche fiscali e del lavoro a supporto delle imprese. - Ha commentato il Direttore Seacom Luca Zuccotti, moderatore dell’incontro – Ancor più in questo periodo complesso ci impegniamo a sostenere la rete commerciale locale e un incontro in presenza, partendo proprio da una delegazione importante come quella della Valtaro, crediamo sia stato il modo migliore per interagire con gli operatori in un dibattito concreto e diretto.”

Oltre ai commercianti, presente anche l’Amministrazione comunale rappresentata dal Sindaco di Borgo Val di Taro Marco Moglia e dall’Assessore al commercio Stefania Mortali che hanno accolto e compreso il valore pratico dell'evento: “È stata un’occasione per conoscere meglio il nostro tessuto socio economico e, come Amministrazione Comunale, farne tesoro per perfezionare le politiche a sostegno del commercio.” ha commentato il Sindaco Moglia. Durante l’incontro, grande attenzione è stata riservata ad argomenti particolarmente attuali come il bonus energetico e il welfare aziendale: “I relatori hanno fornito spunti interessanti ed esempi pratici di come le imprese possano sfruttare al meglio le opportunità che oggi sono sul mercato, con particolare riferimento ai vantaggi che il welfare aziendale garantisce anche alle micro e piccole imprese” - ha concluso l’Assessore Mortali.

 

 

Scioglimento del Fondo per la formazione continua dei dirigenti PMI

 

L’Inps, con il messaggio n. 1194 del 28 marzo 2023, comunica lo scioglimento e la messa in liquidazione del Fondo per la formazione professionale continua dei dirigenti delle piccole e medie imprese industriali (Fondo Dirigenti PMI). Il Fondo per la formazione professionale continua dei dirigenti delle piccole e medie imprese industriali (di seguito, Fondo Dirigenti PMI) è il fondo per la formazione professionale continua dei dirigenti ed è stato costituito da Confapi e da Federmanager nel luglio del 2003. In data 8 febbraio 2023, l’assemblea straordinaria del Fondo Dirigenti PMI ne ha deliberato lo scioglimento. Conseguentemente, a decorrere dal mese di competenza di marzo 2023, i datori di lavoro non potranno più destinare al suddetto fondo per la formazione professionale (identificato nel flusso Uniemens con il codice adesione “FDPI”) il contributo integrativo pari allo 0,30% dell’imponibile contributivo. L’istituto previdenziale nel suo messaggio ricorda che se l’adesione ai fondi è facoltativa, resta fermo per i datori di lavoro che non aderiscono ai predetti fondi l’obbligo di versare all’INPS il contributo integrativo in argomento.

 

Gli effetti della eventuale adesione del datore di lavoro a un nuovo fondo decorrono dal periodo di paga nel quale verrà indicato il fondo interprofessionale scelto. Pertanto, sino al mese precedente a quello in cui viene comunicata l’eventualmente adesione, il datore di lavoro è considerato come non aderente ad alcun fondo interprofessionale.

 

I datori di lavoro possono aderire a un secondo fondo solo per la formazione dei propri dirigenti, scegliendo tra i fondi costituiti a tale scopo. L’Inps riporta le istruzioni per i datori di lavoro (non agricoli) per gli aderenti al Fondo Dirigenti PMI: le aziende procederanno a comunicare la revoca al suddetto fondo utilizzando, nel flusso Uniemens del mese di competenza di marzo 2023, il codice già in uso “REDI” (cfr. la circolare Inps n. 107/2009). Contestualmente, i datori di lavoro interessati potranno indicare l’eventuale nuovo fondo al quale avranno deciso di aderire . Si evidenzia altresì che l’Istituto provvederà d’ufficio a eliminare - con decorrenza dal mese di competenza di marzo 2023 - tutte le adesioni al Fondo Dirigenti PMI che non siano state espressamente revocate dai datori di lavoro.

 

 

 

 

In arrivo l'erogazione della seconda tranche di una-tantUm del ccnl Terziario Distribuzione e Servizi di Confcommercio. 

 

L'erogazione della seconda tranche di una tantum per i lavoratori cui si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro terziario distribuzione e servizi è prevista nel cedolino di competenza del mese di marzo 2023.

Si ricorda che attraverso il protocollo straordinario di settore – sottoscritto da Confcommercio, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, e Uiltucs-Uil – del 12 dicembre 2022 è stata definita un'una tantum di importo complessivo pari a 350 euro lordi sul IV livello secondo le seguenti scadenze:

- 200 euro con la retribuzione di gennaio 2023;

- 150 euro con la retribuzione di marzo 2023.

Con la retribuzione di marzo 2023, pertanto, viene riconosciuta la seconda tranche dell'una tantum in rapporto ai mesi di anzianità di servizio maturati durante il periodo dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2022 (non saranno conteggiati i periodi di servizio militare, aspettative non retribuite, nonché tutti i periodi in cui non sia dato luogo a retribuzione a norma di legge e di contratto). L'importo a titolo di una tantum non sarà utile ai fini del computo di alcun istituto contrattuale, né del trattamento di fine rapporto. Per i lavoratori con contratto a tempo parziale gli importi dell'una tantum dovranno essere riproporzionati in relazione all'orario effettuato.

Inoltre, per i soli part time verticali l'una tantum verrà riconosciuta per le giornate lavorative prestate, a prescindere dal computo dei 15 giorni nel mese. Con riferimento ai lavoratori con contratto di apprendistato l'importo va calcolato in riferimento ai livelli di inquadramento in essere durante tutto il periodo di riferimento

La somma a titolo di una tantum è assoggettata al regime di tassazione separata in quanto la stessa ha carattere di emolumento tardivo e la causa di tale ritardo è di natura giuridica. Presupposto per aver diritto all'una tantum è che il personale sia in forza presso il datore di lavoro alla data di sottoscrizione dell'accordo, ossia il 12 dicembre 2022. Pertanto, l'una tantum non spetta in caso di rapporto cessato anteriormente a tale data, oppure a chi sia stato assunto successivamente, anche se prima dell'effettiva erogazione. Per i lavoratori che cessano il rapporto successivamente alla data del 12 dicembre 2022, sebbene prima dell'erogazione degli importi, il diritto si considera pienamente maturato.

 

 

 

I codici tributo per il versamento dell’imposta sostitutiva da versare per le mance erogate dai clienti ai lavoratori

L'Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 16 del 17 marzo 2023, ha reso noti i codici tributo istituiti per il versamento, mediante modello F24, dell'imposta sostitutiva sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali sulle mancedestinate dai clienti ai lavoratori.

La legge di bilancio 2023 stabilisce che nelle strutture ricettive e negli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, le somme destinate dai clienti ai lavoratori a titolo di liberalità, anche attraverso mezzi di pagamento elettronici, costituiscono redditi di lavoro dipendente e, salva espressa rinuncia scritta del prestatore di lavoro, sono soggette a un'imposta sostitutiva del 5%.

Tali somme sono escluse dalla retribuzione imponibile ai fini del calcolo dei contributi di previdenza e assistenza sociale, dei premi Inail e non sono computate ai fini del calcolo del trattamento di fine rapporto. L’imposta sostitutiva è applicata dal sostituto d’imposta, entro il limite del 25 per cento del reddito percepito nell’anno, e trova applicazione con esclusivo riferimento al settore privato e per i titolari di reddito da lavoro dipendente non superiore, nell’anno precedente, a euro 50.000.

Con la risoluzione in esame l’Agenzia delle Entrate ha definito i codici tributo per consentire ai sostituti d’imposta il versamento, tramite modello F24, dell’imposta:

  • 1067” denominato “Imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali sulle somme destinate dai clienti ai lavoratori a titolo di liberalità - art. 1, commi da 58 a 62, della legge 29 dicembre 2022, n. 197”;
  • 1605” denominato “Imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali sulle somme destinate dai clienti ai lavoratori a titolo di liberalità maturate in Sicilia e versata fuori regione - art. 1, commi da 58 a 62, della legge 29 dicembre 2022, n. 197”;
  • 1917” denominato “Imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali sulle somme destinate dai clienti ai lavoratori a titolo di liberalità maturate in Sardegna e versata fuori regione - art. 1, commi da 58 a 62, della legge 29 dicembre 2022, n. 197”;
  • 1918” denominato “Imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali sulle somme destinate dai clienti ai lavoratori a titolo di liberalità maturate in Valle d’Aosta e versata fuori regione - art. 1, commi da 58 a 62, della legge 29 dicembre 2022, n. 197”;
  • 1306” denominato “Imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali sulle somme destinate dai clienti ai lavoratori a titolo di liberalità versata in Sicilia, Sardegna e Valle d’Aosta e maturate fuori dalla regione in cui è effettuato il versamento- art. 1, commi da 58 a 62, della legge 29 dicembre 2022, n. 197”.

Nel modello F24, i codici sono esposti nella sezione “Erario”.

 

 

 

I buoni carburante 2023 prevedono l’esenzione fino a 200 euro solo ai fini fiscali

È stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 63 del 15 marzo 2023, la Legge 10 marzo 2023, n. 23, di conversione del decreto Legge n. 5/2023 (cd. decreto trasparenza prezzi carburante).

Nel testo della norma è stata confermata la possibilità, per i datori di lavoro privati, di erogare ai propri lavoratori dipendenti, anche nel periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2023, buoni benzina o analoghi titoli per l’acquisto di carburanti esenti, ai fini della formazione del reddito, fino ad un massimo di 200 euro.

Va, tuttavia, evidenziato che, come era emerso dalle bozze circolate nelle precedenti settimane, la legge di conversione, nel testo definitivo approvato, limita l’esenzione per tali buoni ai soli fini fiscali e ne esclude espressamente l’applicazione ai fini previdenziali con la conseguenza che il loro valore dovrà essere assoggettato a contribuzione sia a carico datore di lavoro che lavoratore.

Infatti, l’art. 1 del Decreto-legge n. 5/2023, convertito con modificazioni dalla Legge n. 10/2023, dispone che: “(...) il valore dei buoni benzina o di analoghi titoli per l’acquisto di carburanti ceduti dai datori di lavoro privati ai lavoratori dipendenti, nel periodo dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023, non concorre alla formazione del reddito del lavoratore, se di importo non superiore a euro 200 per lavoratore. L’esclusione dal concorso alla formazione del reddito del lavoratore, disposta dal primo periodo, non rileva ai fini contributivi.”

 

Pertanto, con riferimento al periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2023, il valore dei buoni

benzina o analoghi titoli per l’acquisto di carburanti ceduti dai datori di lavoro privati ai

propri dipendenti, risulta:

 

  • esente ai fini della determinazione dell’imponibile fiscale fino ad un massimo di 200 euro;
  • imponibile ai fini della quantificazione dell’imponibile previdenziale, con conseguente obbligo

di assoggettamento a contribuzione sia a carico datore di lavoro che lavoratore.

 

Si attendono le indicazioni da parte dell’INPS sulle modalità operative per le aziende.

 

 

 

Esonero dal contributo addizionale CIG: le indicazioni dell'INPS

Con il messaggio n. 1022 del 14 marzo 2023 l'INPS fornisce le indicazioni relative allemodalità di fruizione dell'esonero dal versamento del contributo addizionale previsto dal decreto Ucraina per i datori di lavoro che operano nei settori di attività della siderurgia, del legno, della ceramica, dell' automotive e dell'agroindustria che accedono ai trattamenti di integrazione salariale.  

L'istituto illustra i criteri utilizzati per la determinazione del citato esonero ed inoltre, evidenzia gli adempimenti a carico dell'Istituto inerenti alla registrazione delle agevolazioni sul Registro nazionale degli aiuti di Stato.

Il contributo addizionale varia dal 9 al 12 al 15% delle retribuzioni globali che sarebbero spettate ai lavoratori per le ore di attività non svolta, in relazione all'utilizzo dell'integrazione salariale nel quinquennio mobile. Nello stesso messaggio l’INPS ha indicato le aliquote che utilizzerà per determinare l'importo dell'esonero dal contributo addizionale. In particolare, l'Istituto previdenziale provvederà alla quantificazione degli importi riconosciuti a titolo di esonero dal versamento del contributo addizionale sulla base dei criteri comunicati nel messaggio in esame. 

In considerazione della natura degli esoneri in trattazione quali aiuto di Stato, l'INPS provvederà a registrare le misure nel Registro Nazionale degli aiuti di Stato (RNA), istituito ai sensi dell'articolo 52 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, e gestito dal Ministero delle Imprese e del made in Italy.
Si precisa che, qualora all'esito delle verifiche, da effettuarsi contestualmente alla registrazione degli esoneri, risulti il superamento dei massimali di aiuto concedibili fissati dai rispettivi Quadri Temporanei di riferimento, l'Istituto procederà al recupero degli importi indebitamente fruiti dai datori di lavoro.

 

 

 

La Certificazione Unica prodotta dall’INPS è a disposizione su sito istituzionale e tramite App dal 16 marzo 2023

I cittadini che nel corso dell’anno 2022 hanno percepito dei redditi direttamente dall’istituto previdenziale potranno richiedere la Certificazione Unica INPS sul sito, App INPS Mobile e tramite Pec, Caf, professionisti abilitati e patronati. 

Il modello di Certificazione Unica INPS è il documento con il quale l’istituto certifica ai soggetti titolari delle prestazioni pensionistiche, previdenziali, assistenziali e a sostegno del reddito gli emolumenti corrisposti nell’anno d’imposta di riferimento. Pertanto, la Certificazione Unica INPS può essere richiesta da tutti i cittadini che hanno percepito dall’INPS redditi di lavoro dipendente e assimilati, redditi di pensione, redditi di lavoro autonomo, redditi di provvigioni e redditi di altra natura. In presenza di due o più prestazioni erogate dall’INPS viene elaborato un unico modello che certifica tutti i redditi sopraindicati corrisposti nell’anno precedente.

L’INPS tramite una notizia Pubblicata sul proprio sito istituzionale in data 1 marzo 2023 comunica all’utenza che dal prossimo 16 marzo 2023 metterà a disposizione la Certificazione Unica INPS 2023, relativa ai redditi percepiti nel 2022.

Gli utenti, accedendo con le proprie credenziali (SPID, CIE o CNS) al “Servizio Certificazione unica 2023 (Cittadino)” sul portale dell’Istituto, potranno visualizzare, scaricare e stampare il proprio modello della CU/2023 da utilizzare per presentare la dichiarazione dei redditi. Se si utilizza l’App Mobile, con le credenziali personali, il servizio al quale accedere per scaricare la CU/2023 è “Certificazione Unica”. I pensionati potranno scaricare e stampare il modello della CU/2023 anche dal servizio on-line “Cedolino pensione”. In alternativa, la Certificazione Unica INPS potrà essere richiesta tramite patronati, CAF e professionisti abilitati o tramite la Posta Elettronica Certificata (PEC) richiestacertificazioneunica@postacert.inps.gov.it allegando una copia del documento di identità del richiedente. In questo caso, la Certificazione Unica sarà inviata dall’INPS direttamente alla casella di posta elettronica utilizzata per la richiesta.

 

 

 

i contributi di Ebilog rivolti al settore dell’Autotrasporto

EBILOG (Ente Bilaterale Nazionale per la Logistica, il Trasporto Merci e la Spedizione) ha definito il piano delle attività per l’anno 2023. In particolare, per le aziendeaderenti si evidenziano i contributi per:

  • l’assunzione di nuovi autisti nell’anno 2023
  • l’attivazione di tirocini
  • per il conseguimento delle patenti professionali C, CE e CQC da parte dei dipendenti. 

Assunzione nuovi autisti (under 35enni).

Ebilog mette a disposizione un contributo per i datori di lavoro che nell’anno 2023 assumono nuovi autisti a tempo indeterminato, compreso l’apprendistato professionalizzante. Le assunzioni/stabilizzazioni devono derivare da un percorso di bilateralità ovvero previa stipula di un accordo sindacale all’interno del quale siano stabiliti criteri e modalità, nonché il piano formativo di inserimento del conducente neo assunto. 

Alle aziende sarà erogato un contributo pari a 3000,00 euro per l’assunzione di giovani conducenti che non abbiano compiuto i 35 anni di età entro i seguenti limiti:

 

  • 1 lavoratore per le imprese fino a 5 dipendenti; 
  • 3 lavoratori per le imprese tra 6 e 20 dipendenti; 
  • 10 lavoratori per le imprese più grandi, purché non superino il 10% dei dipendenti in forza. 

 

Attivazione dei tirocini.

Ebilog prevede dei contributi per le imprese che attivano nel corso dell’anno 2023 tirocini in conformità all’Accordo sancito in sede di Conferenza Stato-Regioni del 25 maggio 2017 e ss.mm.ii.

Alle aziende saranno erogati 30000 euro mensili per un massimo di 6 mesi ed inoltre al termine del tirocinio, in caso di assunzione a tempo indeterminato, al superamento del periodo di prova, sarà erogato un contributo (una tantum) di € 3.000,00.

 

Numero tirocini rimborsabili: 

 

  • 1 per le imprese fino a 5 dipendenti; 
  • 2 per le imprese tra 6 e 20 dipendenti; 
  • 15 per le imprese più grandi, purché non superino il 10% dei dipendenti in forza. 

 

 

Acquisizione delle patenti professionali C, CE e CQC dei dipendenti.

 

Ebilog eroga un contributo alle aziende, che nell’anno 2023 si fanno carico dei costi per il

conseguimento delle patenti professionali C, CE, CQC - merci, per i propri dipendenti. Alle aziende sarà erogato un contributo fino ad un massimo di 3.500 euro e comunque sino a concorrenza della spesa sostenuta, per l’ottenimento delle suddette patenti, conseguite nell’anno 2023, indipendentemente dalla data di inizio dei corsi di formazione, entro i seguenti limiti:

 

  • 1 patente per le imprese fino a 5 dipendenti
  • 3 patenti per le imprese tra 6 e 20 dipendenti
  • 10 patenti per le imprese più grandi, purché non superino il 10% dei dipendenti in forza.

 

 

Per ulteriori chiarimenti e modulistica si invita a consultare il sito web: www.ebilog.it.

 

 

I contributi previdenziali per la Gestione separata per l'anno 2023

Con la circolare numero 12/2023 l'INPS ha indicato le misure delle aliquote nonché i valori reddituali da utilizzare ai fini del calcolo dei contributi dovuti per l'anno 2023 da tutti i soggetti iscritti alla Gestione separata ex art. 2 co. 26 della L. 335/95.

In particolare, per quest'anno trovano applicazione le seguenti aliquote:

  • 35,03% per i collaboratori e le figure assimilate cui si applica la contribuzione aggiuntiva DIS-COLL (pari all'1,31%) (ad esempio, co.co.co., amministratori e sindaci di società); 
  • 33,72% per coloro cui non trova applicazione l'aliquota aggiuntiva DIS-COLL (ad esempio, partecipanti a collegi e commissioni, venditori porta a porta, amministratori di enti locali);
  • 26,23% (25% IVS + aliquota aggiuntiva dello 0,72% + 0,51% finanziamento ISCRO) per i liberi professionisti con partita IVA, iscritti alla Gestione separata INPS e non iscritti ad altre Gestioni obbligatorie né pensionati;
  • 24% per i liberi professionisti titolari di pensionio assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie.

Le predette aliquote sono applicabili fino al raggiungimento del massimale annuo di reddito imponibile previsto dall'art. 2 co. 18 della L. 335/95, che per l'anno 2023 è fissato in misura pari a 113.520 euro (il valore era pari a 105.014,00 euro nel 2022).

Nella circolare in commento si precisa altresì che, di norma, la ripartizione dell'onere contributivo tra collaboratore e committente viene stabilita nella misura rispettivamente di un terzo e due terzi e si ricorda che l’obbligo del versamento dei contributi è in capo all’azienda committente, che deve eseguire il pagamento entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettiva corresponsione del compenso, tramite il modello “F24” telematico.

 

 

Conversione in legge del Decreto Milleproroghe e le novità in materia lavoro

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 49 del 27 febbraio 2023 è stato pubblicato il DL n. 198/2022 (cd. Decreto Milleproroghe), coordinato con la Legge n. 14 del 24 febbraio 2023, di conversione dello stesso.
In materia lavoristica sono stati prorogati:

  • al 1° luglio 2023 l'entrata in vigore delle previsioni di cui al D.lgs n. 23/2021 di riordino e riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici;
  • al 30 giugno 2025 la possibilità che la durata complessiva del contratto di somministrazione con lo stesso lavoratore superi i 24 mesi, ferma la condizione che l'Agenzia di lavoro abbia comunicato all'utilizzatore (impresa) l'esistenza del rapporto di lavoro a tempo indeterminato con il lavoratore somministrato;
  • al 30 giugno 2023 il diritto a svolgere la prestazione in smart working per i lavoratori "fragili" (anche attraverso l'adibizione di questa tipologia di lavoratori a diversa mansione compresa nella medesima categoria o area di inquadramento)e per i genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di 14 anni, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell'attività lavorativa o che non vi sia genitore che non lavora;
  • fino al 2026 l'estensione a 7 anni della possibilità di concordare piani di esodo anticipato a carico dell'azienda di lavoratori distanti 7 anni dall'età pensionabile (c.d. isopensione). 

 

I tirocini formativi per stranieri extra-UE con permesso di soggiorno per motivi di ‘’studio’’

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), ha emanato la nota n. 320 del 14 febbraio 2023, con la quale fornisce un parere in merito all’utilizzo del permesso di soggiorno per studio o formazione professionale, in relazione alle attività lavorative rese nell’ambito di un tirocinio formativo. In premessa si ricorda che esistono due tipi di tirocini:

  • i tirocini curriculari, rivolti ai giovani frequentanti un percorso di istruzione o formazione e finalizzati ad integrare l'apprendimento con un'esperienza di lavoro. Questo tipo di tirocinio è disciplinato dai Regolamenti di istituto o di ateneo ed è promosso da scuole, università o enti di formazione accreditati;
  • i tirocini extracurriculari, finalizzati ad agevolare le scelte professionali dei giovani tramite un periodo di formazione in un ambiente produttivo e quindi con la conoscenza diretta del mondo del lavoro. Questo tipo di tirocinio è disciplinato dalle Regioni e dalle Province autonome: a livello nazionale sono comunque definiti degli standard minimi comuni, riferiti ad esempio agli elementi qualificanti del tirocinio, alle modalità con cui il tirocinante presta la sua attività, all'indennità minima. Tali standard sono contenuti nelle "Linee guida in materia di tirocini".

L’INL chiarisce che il cittadino straniero non comunitario, presente in Italia con un regolare permesso di soggiorno in corso di validità rilasciato per motivi di studio o formazione professionale, può svolgere sia tirocini curriculari che extracurriculari.

Con riferimento al tirocinio curriculare, infatti, potranno essere svolte tutte le attività previste dal corso di studi o formazione professionale per cui è stato rilasciato il permesso di soggiorno, in quanto rientranti nelle finalità per le quali il permesso di soggiorno è stato rilasciato.

Nel caso di tirocinio extracurriculare sarà, invece, necessario entrare nel merito della compatibilità delle attività da svolgere nell'ambito del tirocinio con l'espletamento del percorso di studio o formazione professionale sotteso al rilascio del titolo di ingresso, anche alla luce di quanto prevede la normativa regionale.

 

L’Inps rinnova il proprio sito internet

L’Inps con il messaggio numero 661 del 14-02-2023 comunica di aver rinnovato il proprio sito internet rendendo più facile e semplice l’accesso degli utenti alle informazioni e ai servizi dell’Istituto, in linea con le direttive AgID. La nuova architettura web è stata disegnata e organizzata attraverso interviste, survey e test di usabilità. I contenuti del nuovo portale sono stati organizzati in quattro macrocategorie, in modo da ridurre al minimo la complessità determinata da un eccesso di opzioni disponibili: "Pensioni e Previdenza", "Lavoro", "Sostegni, Sussidi e Indennità" e "Imprese e Liberi professionisti".

All’interno di ciascuna macro-categoria, i temi e i sottotemi sono individuabili con un layout grafico semplice, familiare e intuitivo. L’interfaccia utente è stata sviluppata sulla base di Sirio, il design system dell’Istituto, con l’obiettivo di massimizzare la facilità d’uso del nuovo portale.

Per rendere ancora più immediata la ricerca delle informazioni e dei servizi di interesse l’istituto previdenziale comunica che sono previste importanti evoluzioni:  

  • l’applicazione di tecniche di machine learning e funzioni di analisi semantica che permetteranno al motore di ricerca di comprendere anche le richieste espresse in linguaggio naturale;
  • l’adozione di sistemi di intelligenza artificiale, che grazie ai meccanismi di apprendimento automatico, adatteranno progressivamente l’offerta di contenuti e la navigazione al comportamento dell’utente, indirizzandolo progressivamente verso informazioni, FAQ, documenti o link di interesse;
  • l’adeguamento progressivo dei servizi applicativi al nuovo layout ed alle nuove logiche del portale, per offrire progressivamente una User Experience coerente su tutti i punti di contatto e di servizio dell’Istituto.

Il nuovo portale www.INPS.it è già in linea ed è dotato di uno strumento "Ti piace il nuovo portale", per continuare a raccogliere e ad analizzare i feedback degli utenti, affinché il suo processo di rinnovamento sia orientato al miglioramento continuo dei servizi offerti.

 

 

Nell’ipotesi di infortunio sul lavoro nell’ambito di un contratto di appalto la responsabilità del committente deve essere verificata caso per caso

La Corte di Cassazione, con Ordinanza n. 2991 del 15 febbraio 2023, in tema di responsabilità civile in caso di infortunio di dipendenti di imprese appaltatrici, precisa che la responsabilità del committente, nell'ipotesi di violazione dell'obbligo di tutelare l'integrità fisica dei prestatori di lavoro, si configura "………………………..ove lo stesso si sia reso garante della vigilanza relativa alla misura da adottare in concreto e si sia riservato i poteri tecnico-organizzativi dell'opera da eseguire". 
Inoltre, seppur l'articolo 26 del D.Lgs. 81/2008 (t.u.sic.) stabilisce che il dovere di sicurezza grava sia sul datore di lavoro che sul committente, tuttavia, tale principio non può trovare automatica applicazione: infatti, al committente non può essere richiesto un controllo pressante, continuo e capillare sull'organizzazione e sull'andamento dei lavori eseguiti dall’azienda appaltatrice. Nello specifico, il caso affrontato riguarda un grave infortunio occorso a un lavoratore a seguito della caduta da una scala all'interno di un capannone in cui erano in corso lavori appaltati. Inizialmente il tribunale di Milano aveva condannato il subappaltatore, il committente e il direttore dei lavori e coordinatore per la sicurezza, in solido tra loro, a risarcire il danno, per la parte eccedente l'indennità corrisposta al lavoratore dall'Inail.  Sul punto, la Suprema Corte evidenzia che "…………………..………non è configurabile una responsabilità del committente in re ipsa e cioè per il solo fatto di aver affidato in appalto determinati lavori ovvero un servizio". 
Nel caso in esame, gli Ermellini rigettano il ricorso del subappaltatore, escludendo la responsabilità del committente in quanto il comportamento posto in essere da quest’ultimo risulta conforme alla norma. Il committente ha verificato le "capacità organizzative della ditta scelta per l'esecuzione dei lavori" e "le modalità di espletamento della stessa". 

 

TUR al 3,00% e le indicazioni di INPS e INAIL

A seguito dell'aumento del Tasso Ufficiale di Riferimento (TUR), deliberato dalla Banca Centrale Europea con decorrenza 08 febbraio 2023, l'INPS e l'INAIL sono intervenuti per comunicare, rispettivamente, le variazioni:

  • del tasso di differimento e di dilazione per la regolarizzazione di debiti contributivi ed accessori di legge, nonché della misura delle sanzioni civili per omesso o ritardato versamento dei contributi previdenziali;
  • del tasso di interesse per rateazioni e dilazioni di pagamento per premi ed accessori, nonché della misura delle sanzioni civili.

Nel dettaglio, l'INPS, con la Circolare n. 17 dell'08 febbraio 2023, rende nota la conseguente variazione della misura dell'interesse di differimento e di dilazione per la regolarizzazione di debiti contributivi ed accessori di legge nonché della misura delle sanzioni civili per ritardato od omesso versamento di contributi previdenziali. Per effetto dell'aumento del TUR al 3,00%, la nuova misura del tasso è pari al 9,00%, che va applicato nel caso di:

  • regolarizzazione rateale dei debiti contributivi e relative sanzioni civili, in riferimento alle rateazioni presentate dall'08 febbraio 2023;
  • autorizzazione al differimento del termine del versamento dei contributi, applicato dalla contribuzione relativa al mese di gennaio 2023.

Mentre, in caso di mancato o ritardato pagamento di contributi o premi, il cui ammontare è rilevabile dalle denunce e/o registrazioni obbligatorie il valore della sanzione civile è pari al TUR maggiorato di 5,5 punti e pertanto, il tasso risulta pari all'8,5% annuo.

Da parte sua l'INAIL, con la Circolare n. 5 del 06 febbraio 2023, comunica che, a seguito dell'incremento del TUR, dall'08 febbraio 2023 sono variati i tassi di interesse per le rateazioni dei debiti per premi assicurativi e accessori nonché per il calcolo delle sanzioni civili.In particolare, per effetto dell'aumento del TUR al 3,00%, la nuova misura del tasso è pari:

  • al 9,00% per l'interesse dovuto per le rateazioni dei debiti per premi assicurativi e accessori;
  • all'8,50% per le operazioni di calcolo delle sanzioni civili.

La suddetta misura sarà applicata alle istanze di rateazione presentate a partire dall'08 febbraio 2023, ovvero in data anteriore all'08 febbraio 2023, qualora la Sede Inail non abbia ancora comunicato il piano di rateazione, o lo abbia comunicato in data 08 febbraio 2023 o successiva.

 

 

 

Inps rinnova le istruzioni per la presentazione delle domande di accesso all'assegno previsto dal FIS e dai Fondi di solidarietà bilaterali

In tema di domande di accesso all'assegno di integrazione salariale erogato dal Fondo di integrazione salariale e dai Fondi di solidarietà bilaterali, l’Inpsè intervenuto, a parziale modifica del Messaggio n. 4653/2022, con ilMessaggio n. 583 del 7 febbraio 2023, a fornire indicazioni in merito alla dichiarazione del periodo effettivamente fruito da parte delle imprese che aveva fatto istanza di accesso all’ammortizzatore sociale ed in merito al nuovo tracciati del file in formato .csv contenente la lista dei lavoratori dipendenti che risultano i beneficiari della integrazione salariale.
In particolare, l'Istituto comunica che è ora possibile, attraverso il servizio “Comunicazione bidirezionale”,  trasmettere  anche i documenti in formato .csv.
Inoltre, il file contenente la dichiarazione del periodo fruito va trasmesso solo nel suddetto formato, senza necessità di inserirlo in una cartella con estensione .zip.

Si ricorda che la dichiarazione relativa all’effettivo fruito dei periodi già autorizzati dall’istituto previdenziale, può essere presentata solo nei casi in cui il datore di lavoro abbia completato le tutte le settimane autorizzate e debba presentare, ovvero abbia già presentato, una nuova domanda di assegno di integrazione salariale. A tale proposito, si evidenzia che il termine di 30 giorni per l’invio della dichiarazione in relazione a domande già inviate, decorrente dalla pubblicazione del messaggio n.4653/2022, è un termine ordinatorio; pertanto, il file può essere ancora inviato. L’inps sottolinea, comunque, che la tempestività nell’invio consentirà una celere definizione delle istanze pervenute.

Per quanto non precisato nel messaggio del 7 febbraio u.s., rimangono ferme le indicazioni già fornite con precedente il messaggio n. 4653/2022.

 

 

La circolare numero 14/2023 dell’Inps e il valore aggiornato del ticket (Naspi) per i licenziamenti dell’anno 2023

L’INPS, con la circolare n. 14 del 3 febbraio 2023, indica la misura, in vigore dal 1° gennaio 2023, degli importi massimi dei trattamenti di integrazione salariale (CIGO e CIGS) e dell’assegno di integrazione salariale del FIS e CISOA.

Viene altresì indicata la misura dell’assegno di integrazione salariale e dell’assegno emergenziale del Fondo di solidarietà del Credito, nonché dell’assegno emergenziale per il Fondo di solidarietà del Credito, dell’assegno emergenziale per il Fondo di solidarietà del Credito cooperativo, dell’indennità di disoccupazione NAspi, dell’indennità di disoccupazione DIS-COLL, dell’indennità di disoccupazione agricola, dell’indennità di disoccupazione a favore dei lavoratori autonomi dello spettacolo (ALAS), dell’indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa (ISCRO), nonché la misura dell’importo mensile dell’assegno per le attività socialmente utili.

Nello specifico l’istituto previdenziale ha reso noto che il valore massimo mensile dell’indennità di disoccupazione NASpI è pari, per l’anno 2023, ad euro 1.470,99.

Di conseguenza, per l’anno 2023, il contributo di licenziamento (cd. ticket Naspi che ogni datore di lavoro deve versare laddove avvia un licenziamento e che fu introdotto dalla ‘’riforma Fornero’’ nel 2012) ammonta ad euro 603,11 (41% di 1.470,99 euro), per ogni anno di anzianità di servizio. Il valore massimo del contributo di licenziamento è pari ad euro 1.809,33 (per rapporti di lavoro di durata pari o superiore a 36 mesi). Si ricorda che il contributo deve essere calcolato in proporzione ai mesi di anzianità aziendale e senza operare alcuna distinzione tra tempo pieno e part-time. Infine, vanno calcolati i mesi superiori a 15 giorni: la quota mensile è pari a 50,26 euro/mese (603,10/12).

 

Approvato il modello 770/2023. Le istruzioni per i datori di lavoro

Il Direttore dell'Agenzia delle Entrate, con il provvedimento n. 25954/2023 del 27 gennaio 2023, ha approvato il Modello 770/2023, relativo all'anno d'imposta 2022, con le istruzioni per la compilazione, concernente i dati dei versamenti, dei crediti e delle compensazioni. Si ricorda che occorre utilizzare il modello per comunicare i dati relativi alle ritenute operate nell’anno 2022 ed i relativi versamenti, nonché le ritenute operate su dividendi, proventi da partecipazione, redditi di capitale od operazioni di natura finanziaria ed i versamenti effettuati dai sostituti d’imposta. Il modello 770/2023 è altresì utilizzato per l’indicazione delle compensazioni operate nonché per l’indicazione dei crediti d’imposta utilizzati e dei dati relativi alle somme liquidate a seguito di procedure di pignoramento presso terzi.

La versione aggiornata del modello contiene, tra le altre, la seguente novità: nel quadro SO ‘’comunicazioni e segnalazioni’’ viene introdotto un nuovo prospetto per la gestione dei dati relativi ai titolari dei piani individuali di risparmio ordinari e alternativi (cd. P.I.R.). Inoltre, per l'indicazione dei versamenti effettuati nell'anno 2022, a seguito della rateizzazione prevista per contrastare l’emergenza Covid-19, restano attivi nei prospetti riepilogativi gli appositi codici.

La dichiarazione va presentata entro il 31 ottobre 2023 per via telematica. Ricordiamo che il modello 770/2023 potrà essere inviato direttamente dal sostituto d’imposta oppure tramite un intermediario incaricato, ed inoltre, il modello si considera presentato nel giorno in cui è conclusa la ricezione dei dati da parte dell’Agenzia delle Entrate. La prova di questa data è rappresentata dalla ricevuta di comunicazione attestante l’avvenuto ricevimento dei dati, rilasciata per via telematica nell’area Entratel o Fisconline (a seconda di come si è inviata la dichiarazione stessa). 

 

 

Analisi della casistica per cui è previsto l’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività della microimpresa e relativo parere dell'INL

Con Nota n. 162 del 24 gennaio 2023l'Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha fornito chiarimenti in relazione alla possibilità di procedere alla sospensione nei confronti di un'impresa – sottoposta ad accesso ispettivo - che occupi un solo dipendente ‘’in nero’’ (ovvero lavoratore ‘’irregolare’’) e con la violazione relativa alla mancanza della redazione del DVR (Documento Valutazione dei Rischi) e della nomina del RSPP (Responsabile Servizio di Prevenzione e Protezione).

Si ricorda che la redazione del DVR e la nomina del RSPP sono entrambi obblighi previsti dagli obblighi di legge contenuti nel Testo Unico della Sicurezza sul Lavoro (T.U. n.81/2008).
Dapprima l'ispettorato del lavoro ha confermato che i provvedimenti di sospensione per le ipotesi di lavoro irregolare non trovano applicazione nel caso in cui il lavoratore risulti l'unico occupato (benché in forma ‘’irregolare’’).

Invero, gli uffici territoriali dell’Ispettorato aderiscono fedelmente all’ indicazione già prevista dall’art. 14, comma 4, del D.Lgs. n. 81/2008, la cui ratio risiede nella volontà del legislatore di escludere le c.d. microimprese dal campo di operatività del provvedimento di sospensione.

Tale eccezione è riferita alle sole ipotesi di occupazione di lavoratori irregolari; quindi, l'esclusione non trova applicazione qualora siano contestualmente evidenziate gravi violazioni di natura prevenzionistica, come la mancanza del DVR o della nomina del RSPP, sufficienti, da sole, a giustificare l'adozione del provvedimento cautelare di sospensione dell’attività. 
Nei casi in cui, in applicazione alla citata deroga, non venga adottato il provvedimento di sospensione, il personale ispettivo impone ulteriori e specifiche misure volte a far cessare il pericolo per la sicurezza o per la salute dei lavoratori durante il lavoro, disponendo l'allontanamento del lavoratore fino alla sua avvenuta regolarizzazione che dovrà rispettare le condizioni poste dalla norma di riferimento ed espressamente richiamate nel verbale rilasciato a seguito dell’accesso ispettivo.

 

 

Esonero contributivo a favore dei lavoratori dipendenti per l’anno 2023

L'Inps, con circolare n. 7 del 24 gennaio 2023, ha fornito le indicazioni operative per la gestione dell’esonero contributivo dipendenti introdotto dalla Legge di Bilancio per il 2023.

Limitatamente ai periodi di paga dal 1° gennaio al 31 dicembre 2023, tutti i lavoratori dipendenti di datori di lavoro, pubblici e privati hanno diritto al riconoscimento di un esonero contributivo sulla quota IVS a loro carico nella misura: 

 

- del 2% se la retribuzione imponibile ai fini previdenziali non supera i 2.692 euro; 

- del 3% se la retribuzione imponibile ai fini previdenziali non supera i 1.923 euro. 

 

Restano esclusi i rapporti di lavoro domestico. L’esonero in commento è riconosciuto con i medesimi criteri e modalità previsti nel corso dell’anno 2022. L’Inps precisa che l’esonero trova applicazione sulla retribuzione lorda del lavoratore e resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche e la verifica del rispetto della soglia reddituale deve essere effettuata nel singolo mese di paga. L’esonero non può trovare applicazione sia sulle spettanze 2023 nel caso in cui il rapporto sia cessato entro il 31 dicembre 2022 (ad es. competenze di fine rapporto, ferie, permessi erogate nei primi mesi del 2023.

La circolare in oggetto ricorda che l’importo mensile massimo della retribuzione imponibile deve essere maggiorato, per la competenza di dicembre, del rateo di tredicesima. Pertanto – precisa l’Inps - la riduzione della quota contributiva a carico del lavoratore potrà operare, distintamente, sia sulla retribuzione corrisposta nel mese, sia sull’importo della tredicesima mensilità corrisposta nel medesimo mese. 

Laddove, invece, i ratei di mensilità aggiuntiva vengano erogati nei singoli mesi, la riduzione della quota a carico del lavoratore potrà operare, distintamente, sia sulla retribuzione lorda, laddove sia inferiore o uguale ai limiti retributivi di 2.692 o 1.923, sia sui ratei di tredicesima. In tal caso l’importo di tali ratei non deve superare nel mese di erogazione l’importo di 224 euro (pari all’importo di 2.692 euro/12) ovvero di 160 euro (pari all’importo di 1.923 euro/12). 

In linea generale, comunque, la verifica del rispetto delle soglie retributive, ai fini dell’applicabilità della riduzione, nonché ai fini della determinazione della sua entità, deve essere effettuata in maniera distinta sulla retribuzione mensile e sui ratei di tredicesima. L’Inps ribadisce inoltre l’esclusione della quattordicesima mensilità dall’ambito di applicazione dell’esonero. 

Secondo l’Istituto, in tutte quelle ipotesi in cui realizzano variazioni del rapporto di lavoro che comportano la presentazione di più denunce individuali per il medesimo lavoratore il principio generale da tenere presente è quello per cui il massimale del singolo mese deve tenere conto della complessiva retribuzione imponibile. Diversamente, se in un mese il lavoratore presta la propria attività lavorativa in favore di più datori di lavoro, il calcolo del massimale deve essere considerato autonomamente per ogni rapporto di lavoro con riferimento al medesimo mese.

 

 

Ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro. L’Inps comunica i nuovi codici e aliquote dal 2023

L'INPS, con il Messaggio n. 316 del 19 gennaio 2023che tratta il tema alla disciplina degli ammortizzatori sociali, ricorda che i Fondi di solidarietà bilaterali avevano l’obbligo di adeguarsi, entro il 31 dicembre 2022, alle disposizioni che avevano già hanno introdotto l’estensione l’applicazione dei fondi di solidarietà a tutti i datori di lavoro che occupano almeno un dipendente. A seguito delle modifiche apportate dalla decreto Milleproroghe di recente pubblicazione tale termine di adeguamento è stato prorogato al 30 giugno 2023.
Inoltre, l’istituto comunica che, a decorrere dal 1° gennaio 2023, il FIS è finanziato da un contributo ordinario pari allo 0,50%, per i datori di lavoro che, nel semestre di riferimento, occupano mediamente fino a 5 dipendenti, e da un contributo pari allo 0,80% per i datori di lavoro che, nel semestre di riferimento, occupano mediamente più di 5 dipendenti. Il messaggio in esame sottolinea, infatti, che la riduzione originaria delle aliquote del contributo di finanziamento del FIS era limitata all’anno 2022. 

Conseguentemente, sul piano operativo, dal periodo di competenza gennaio 2023, sono eliminati dalle posizioni contributive attive i codici di autorizzazione “0G”, “0W” e “9E” ed è attribuito il codice di autorizzazione “9N”, che dal periodo di competenza gennaio 2023 assume il nuovo significato di “Azienda che opera su più posizioni con forza aziendale più 5 dipendenti tenuta al contributo FIS”.
Le imprese costituite successivamente al mese di gennaio 2023, che opereranno con più posizioni contributive sul territorio nazionale e realizzeranno il requisito occupazionale computando i lavoratori denunciati su più matricole, dovranno darne comunicazione alle strutture territoriali INPS di competenza per consentire l’attribuzione del codice di autorizzazione “9N”. Per quanto attiene all’esposizione dei dati retributivi e contributivi, relativi ai lavoratori nel flusso Uniemens, si confermano le modalità attualmente in uso.

 

 

 

Contratti di prestazione occasionale (ex-voucher): le indicazioni della Circolare INPS n. 6/2023

 

L’INPS, attraverso la Circolare del 19 gennaio 2023, n. 6, ha fornito indicazioni in merito alle nuove norme in materia di prestazioni occasionali , a partire dal 1° gennaio 2023, introdotte dalla Legge di Bilancio 2023.

Dal 1° gennaio 2023, sono vigenti i seguenti limiti:

 · per ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori, compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro;

 · per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori, compensi di importo complessivamente non superiore a 10.000 euro;

 · per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore, compensi di importo non superiore a 2.500 euro.

 

Inoltre, l’istituto ricorda che ogni singolo utilizzatore, ai fini del raggiungimento del limite suddetto di 10.000 euro, potrà computare nella misura del 75% i compensi erogati a favore di titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità, giovani Under 25, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi, persone disoccupate e percettori di prestazioni integrative del salario, ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito.

Il legislatore ha precisato che i nuovi limiti economici si applicano anche alle attività lavorative di natura occasionale svolte nell'ambito delle attività di discoteche, sale da ballo, night-club e simili, di cui al codice Ateco 93.29.1. che erano secluse dalla precedente disciplina.

L’istituto previdenziale ricorda che dal 1° gennaio 2023, possono fare ricorso al contratto di prestazione occasionale i datori di lavoro che hanno alle proprie dipendenze fino a dieci lavoratori subordinati a tempo indeterminato, in luogo dei precedenti cinque. Il medesimo limite dimensionale si applica anche alle aziende alberghiere e alle strutture ricettive del settore turismo, anche per lavoratori non appartenenti alle categorie individuate dalla norma previgente (pensionati, Under 25, disoccupati, percettori di prestazioni integrative del salario). Ne discende che le aziende alberghiere e le strutture ricettive del settore turismo, a decorrere dal 1° gennaio 2023, possono stipulare accordi di prestazioni occasionali con i lavoratori anche se non appartenenti alle suddette categorie ed in tale regime rientrano gli utilizzatori che svolgono attività principale o prevalente contraddistinta da uno dei seguenti codici Ateco:

 • alberghi (55.10.00);

 • villaggi turistici (55.20.10);

 • ostelli della gioventù (55.20.20);

 • rifugi di montagna (55.20.30);

 • colonie marine e montane (55.20.40);

 • affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence (55.20.51);

 • aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte (55.30.00).

 

 Riguardo alle modalità di computo della media occupazionale, il periodo di riferimento è il semestre che va dall’ottavo al terzo mese antecedente alla data di svolgimento della prestazione occasionale

 In generale resta vietato il ricorso al contratto di prestazione occasionale nell’ambito dell’esecuzione di opere o servizi mentre.

Per ogni altro profilo di disciplina delle prestazioni occasionali in oggetto si rinvia a quanto indicato nelle circolari Inps n. 107/2017 e n. 103/2018 nelle quali specialmente si ricorda che rimane fermo l’obbligo, per tale categoria di aziende, di effettuare la comunicazione preventiva delle prestazioni occasionali – almeno un’ora prima l’inizio della prestazione stessa - mediante l’utilizzo di un calendario giornaliero gestito attraverso la procedura dell’istituto

Il processo prevede l’indicazione, da parte dell’utilizzatore, dell’arco temporale di svolgimento della prestazione, che va da uno a dieci giorni consecutivi, nonché della durata complessiva della predetta prestazione. Mentre la misura del compenso è fissata dalle parti, purché non inferiore al livello minimo, stabilito dalla legge in € 9,00 per ogni ora di prestazione lavorativa. Inoltre, l’importo del compenso giornaliero non può essere inferiore alla misura minima fissata per la remunerazione di quattro ore lavorative, pari a € 36,00

 

Al compenso spettante al prestatore, si applicano i seguenti oneri a carico dell’utilizzatore:

 

-      contribuzione ivs alla Gestione separata INPS, nella misura del 33,0 %;

-      premio assicurativo INAIL, nella misura del 3,5 %.

 

In relazione al compenso minimo orario di € 9,00, la misura dei predetti oneri è pari a € 2,97 (INPS ivs), € 0,32 (INAIL)


 Inoltre, il divieto di utilizzo, a decorrere dal 1° gennaio 2023, opera  per le imprese operanti nel settore dell’agricoltura, che potranno richiedere il rimborso delle somme eventualmente già versate e non ancora utilizzate. Per il biennio 2023-2024, sarà possibile per le imprese agricole ricorrere a forme semplificate di utilizzo delle prestazioni di lavoro occasionale a tempo determinato in agricoltura secondo le disposizioni dei commi da 344 a 354 dell’art. 1 della legge n. 197/2022  (riguardo questa ultima tipologia contrattuale l’INPS fornirà indicazioni con apposita circolare illustrativa).